Chimica vs naturale

Chimica vs naturale

Non pensatela come una sfida coi guantoni! :)

Come primo articolo vorrei cercare di portare chiarezza su un argomento su cui molte persone vedo perplesse … che cos’è un prodotto “chimico” e che cos’è un prodotto “naturale”?

Apro una piccola parentesi, per difendere la chimica che a volte è identificata come il più grande degli assassini: è incredibile il numero di persone che vaccini e cure sintetiche al 100% salvano ogni anno. Sono davvero stupefacenti gli studi che ci sono oggi, di un progresso e di un’avanguardia che è inimmaginabile. E pensate che tutto questo a partire da solo un secolo, senza considerare che negli ultimi 30 anni la frontiera si è espansa a livelli esponenziali!!

Uno degli ultimi esami del primo anno è botanica e io rimasi non poco sorpreso nel capire il ruolo che ha la botanica.

Non sto parlando solo di caramelle al propoli per il mal di gola o arnica e artiglio del diavolo quando subiamo un trauma: conoscevo già bene la loro efficacia!

Una cosa che mi ha sorpreso su tutte è stato scoprire come alcune delle malattie peggiori di oggi siano curate con dei derivati vegetali: sto parlando ad esempio della Malaria! Il plasmodium falciparum è un protozoo, facente parte degli sporozoi, sono eucarioti e quindi molto difficili da curare, poiché le loro

cellule sono molto simili alle nostre e si trovano in forma di parassiti, impossibili da discriminare: nonostante queste difficoltà di cura, derivati della Arthemisia annua (artemisina)

giocano oggi un ruolo chiave per salvare persone, soprattutto bambini da una malattia che uccide 1-2 milioni di persone all’anno. Senza considerare che la cura fino a qui usata, che è ancora la principale (ma che purtroppo ha instaurato resistenze), era a base di China, ovvero molecola dell’albero Chincona succirubra.

E molti ancora credono che i prodotti naturali non funzionino...

Detto questo l’importanza della botanica è anche un’altra. Torniamo alla domanda di apertura, che cos’è un prodotto “chimico” e uno “naturale”? Non risponderò con noiosissime definizioni da vocabolario, cercherò di porvi un nuovo punto di vista. L’aspirina, ad esempio, ha come principio attivo l’acido acetil salicilico, si chiama salicilico perché la molecola Acido salicilico, si trova nella corteccia dei salici bianchi. Questo cosa significa? Che per un’azienda che produce questo prodotto ci sono 2 scelte, creare in laboratorio la molecola o coltivare dei salici ed estrarla da qui. Questo è solo un esempio, ci sono moltissimi casi identici. Cosa voglio dirvi? Un’azienda sceglie il metodo che le permette di abbattere dei costi, poiché la molecola è infatti la stessa!

Molto spesso voi parlate di “chimica” e di prodotti “naturali” come se fossero completamente diversi, la realtà è che i prodotti naturali hanno

molecole chimiche di interesse. Gli oli essenziali, come quelli che trovate nel limone, nell’ arancia, nell'alloro, nella menta... hanno molecole chimiche che si chiamano terpeni.

Alcuni lassativi come la senna o la cascara sagrada, molecole che si chiamano antrachinoni. Ma non necessariamente ciò che trovate in farmacia ha molecole. Anche il fruttivendolo o il macellaio vi propone molecole. La digestione è un fatto chimico!

La conclusione, non è che un prodotto chimico faccia bene, assolutamente! Quello che vi voglio dire è che non è l’unica cosa su cui dovete stare attenti: molti dei vostri problemi di salute comincia dalle cose che mettete nel carrello, quando fate la spesa. Perché la chimica degli alimenti non è per nulla leggera!

Ma su questo ci ritorneremo sicuramente..

Roberto